Amerrreca??? Che figata! Sono passati ormai 6 anni da quell'avventura ma qualcosa ricordo (son drio a scriver sta relaziom che sem nell'ottobre 2005! Dall'agosto '99 sa me sara' resta' en ment???): era un pezzo che avevo la fissa di una vacanza negli Stati Uniti, e l'avevo proposto piu' volte ai soci del paese: d'altronde un viaggio del genere da solo non mi andava di farlo. Poi una sera al bar dopo un paio di birre medie, col Tama siamo tornati sul discorso: si va! Io l'inglese lo so, lui no, ma tant'è: dopo due settimane passate a cercare un posto sull'aereo abbiamo trovato un volo con la United Airlines da Malpensa il 27 luglio, per Los Angeles (via Washington) e ritorno il 16 agosto da San Francisco (sempre via Washington): il tutto per la modica (manco per un c...o) cifra di 1.680.000 lire! E Vabbè... s'ha da fà! Aggiungendogli poi altri 150 pezzi di assicurazione sanitaria era proprio un buon inizio.... tanto per me i soldi non sono un problema (credeghe!) .... e così ci siamo pure comprati un tour organizzato col CTS di 7 giorni in California/Arizona/Nevada: n'altro palo abbondante!
27/28 luglio:	
... e venne finalmente il giorno della partenza! Siamo partiti la mattina presto(issimo) da Rovereto per Milano, quindi alle una del pomeriggio eravamo già in volo: dopo otto ore di volo su un 767 e qualche bella scorlata sopra l'alto Atlantico eccoci atterrare a Washington, dove l'agente doganale ci tempesta con le sue domande sceme per la gente che entra negli USA (sei fascista? che lavoro fai? dove vai a dormire stasera?). Fatto ciò, dopo una breve attesa ci reimbarchiamo su un 747 per L.A. (Los Angeles), praticamente vuoto e dopo altre quattro ore atterriamo alle 7 di sera, senza sapere ancora dove andare a dormire! L'orientamento è impossibile: avevo una lista di ostelli che garantivano il servizio navetta con l'aeroporto, ma tutti si erano dimostrati impossibilitati di venirci a prendere.... e così dopo un serie di telefonate troviamo un posto in un ostello vicino a Long Beach. Ci buttiamo quindi su un tram che ci porta in zona e finalmente verso le dieci di sera arriviamo in questa topaia di ostello; dove subito abbiamo a ridire con i "coinquilini" che hanno occupato tutti i letti disponibili con i loro bagagli. Ci fiondiamo subito a dormire ma alle 5 di mattina il fuso orario si fa gia' sentire e cosi' (a letto con gli occhi sbarrati) e cosi' andiamo a far colazione sul lungooceano davanti alla ciclabile affollata di ciccioni che corrono avanti e indietro per smaltire i troppi Burgy mangiati. Subito facciamo la cavolata di ordinare un plum cake (altroche merendina del mulino bianco! è una frittata che mangerei in 2 giorni!!!) e anche di pagare con un biglietto da 10$ una colazione da 5: qui il resto lo considerano mancia!!! La giornata la passiamo in giro per il quartiere a informarci per il taxi che dovremo prendere domani per raggiungere l'hotel da dove partira' il tour, e sul lungooceano ci smazziamo qualche chilometro a piedi tra rollerblader e skater per arrivare al molo dove è pieno di "tavolari" che inseguono le onde con la tavola e una volta acchiapate le surfano. L'ostello fa proprio schifo, e dopo una pasta al pomodoro per cena ne aprofittiamo per tornare in un pub sotto strada: pub??? mah, un locale country con musica dal vivo: insomma proprio un locale da far-west!
29 luglio:	
la mattina dopo sveglia alle 6 e via col taxi a raggiungere l'hotel da dove saremmo partiti col tour dell"'American Adventure". Dopo un'ora di attesa in hotel, da dove partivano gli svariati tour degli USA) è il nosto turno e subito ci caricano coi bagagli, tende e fornelli su un pulmino con altri 9: 5 europei, 3 giapponesi, e il pilota/guida. Subito andiamo a visitare la "Hall of fame": la via con in terra disegnate le stelle e i nomi delle star di Holliwood, quindi sulla collina di Los Angeles a vedere la scritta Hollywood. Verso le 11 si parte veramente: direzione Lake Havasu, nel sud della California, in mezzo al deserto. Ed è proprio nel deserto che ci siamo fermati a mangiare una buona insalata greca (?!!!) per pranzo. Dopo altre 5 ore di pullmino, finalmente arriviamo a questo lago: acqua caldissima, come il clima. Piantiamo cosi' la tenda e per cena, cuciniamo io e il Tama per tutto il gruppo un buon piatto di pasta italiana… Accompagnato ovviamente da una buona cassa di birra (e con quella anche i giapponesi non si tirano indietro).
30 luglio:	
La mattina dopo si riparte. Dopo aver visitato il London Bridge (un ponte stile inglese pieno di bandiere britanniche in mezzo al deserto) è la volta di partire verso l'Arizona, si va al Gran Canyon! Il viaggio è lungo eterno, e arriviamo al paese davanti all'entrata del parco giusti per vedere il tramonto del sole sul Canyon, quindi montiamo le tende in campeggio e se magna… ma roba strana… patate incartate con la stagnola buttate nel falo', wurstel allo spiedo, mushmurren allo spiedo (che sono poi i dolci gommoni cotti!!! Cuocendoli gli si fa sopra una crosta di glassa… bleah!) e banane ripiene di smarties fusi! Il tutto abbeverato da quattro buone latte di birra! La sera ne aprofittiamo per andare a farci un giro in centro del paese, 2 birre, una partita a bowling (non è il mio sport…) e via a dormire.
31 luglio:	
La mattina sveglia alle 7: le tende sono fradicie di rugiada, d'altronde siamo a 1500m. slm, aspettiamo giusto il tempo che si asciughino ed entriamo subito nel Gran Canyon N.P. dopo le solite foto di rito, ne aprofittiamo e prendiamo un sentiero che conduce verso il fondo del Canyon. Ovviamente dato la stagione non si puo' scendere piu' di 400metri per non rischiare di prendere un colpo di calore, ma alla fine un bel giro a piedi di un paio d'ore c'è stato. L'unica cosa da stare all'occhio, a parte i soliti serpenti a sonagli (ma tanto si sentono!) sono i castori (che dicono che portano malattie) e i condor, che fanno di quelle planate da paura e se ti prendono…. (le nostre aquile sono piu' buone). Ma il tempo passa e dopo un boccone per pranzo è gia'ora di ripartire per il Nevada: si va a Las Vegas! Dopo 3 ore di furgone, facciamo una pausa ad una diga di confine…. che caldo! Il termometro segna 41! Stiamo li' poco per fortuna… tanto che c'entrano le visite guidate alla diga? Chi se ne frega di vedere una diga? (soprattutto se sono piu'di 40 gradi…). E avanti! Arriviamo a Las Vegas che sono ormai le 7 di sera, e qui il capogruppo si perde a cercare il nostro hotel (e litigare col cercapersone su cui continuano a chiamarlo). Finalmente scendiamo dal pulmino che sono le 8, fuori, anche se è gia' l'imbrunire sono ancora 37 gradi! In hotel ci cacciamo in camere da 4, ma almeno i prezzi sono contenuti (un tre stelle sui 17$ a testa!). E qui la citta' è tutto un casino'! E quante riproduzioni! A parte l'MGM (l'hotel piu' grande del mondo: dove infatti ci perdiamo e ci mettiamo una buona mezz'ora per trovare l'uscita), c'è il New York con la statua della liberta, il Parigi con la riproduzione della torre Eiffel e il Venice coi canali come Venezia! E poi nei casino' le putele…. che bele! E tute vestie come il clima vuole (se fuori sono 40 gradi, se non son nude poco ci manca!). Beh, al tavolo verde ci sono stato lontano (perche'facevo fatica a capire come chiedere di giocare…) ma alle slot machine mi sono giocato 40$. E li ho rivinti tutti. Quindi stop!
1 agosto:	
Alle 9, la mattina dopo siamo gia' in viaggio, oggi è il giorno piu' lungo da fare in pullmino: ci aspettano 10 ore. Verso mezzogiorno siamo gia' nei pressi dell'area 51: ci farmiamo giusto una mezzora per mangiarci un tacos e si riparte. Verso le 3 del pomeriggio arriviamo nella Death Valley. La valle della morte è il punto piu' caldo del Nord America, e anche oggi con i suoi 47 gradi all'ombra non scherza! Ci fermiamo al centro visitatori per saperne di piu' e poi, in mezzo alla valle, giusto 10 minuti per un paio di foto. Beh, a 47 gradi pensavo si stesse peggio e invece essendo secchissimo e tirando parecchia aria non è cosi' insopportabile come si pensa! Risaliamo sul pulmino e ci riavviamo verso lo Yosemite dove arriveremo domani. Verso le 7 di sera finalmente scendiamo al paesino di Bishop e ci accampiamo. Serata di grigliata, e birra: il paese non è molto animato, e cosi' la festa la facciamo noi: con un gran falo' e quattro buone lattine di birra!
2 agosto:	
La mattina ci svegliamo come sempre verso le 7 e smontate le tende, partiamo verso Yosemite (e pensare che ieri pensavo di andare a visitare un cimitero indiano!!! La pronucia di Yosemite l'avevo confusa con Cemetry: cimitero) e dopo una pausa al colmo di un passo sulla Sierra a 2960m. slm, riprendiamo a scendere per arrivare verso ora di pranzo al Parco. Il pranzo al parco lo facciamo tagliando la torta di compleanno del Tama, poi io, Tama, Phon (la ragazza norvegese del gruppo) e Micky (la ragazza inglese del gruppo) decidiamo di andare a fare un trek alle cascate dello Yosemite. Lo danno da 5 ore… che camminata! Gli orsi, piuttosto frequenti qua (tanto che sfasciano piu' di mille auto l'anno in cerca di cibo!), abbiamo avuto la grazia di non incontrarli… almeno fino alla nostra ripartenza. Dopo il trek, e una dovuta pausa al Visitor Center, siamo risaliti sul pulmino e proprio mentre ripartivamo dal parcheggio ho intravisto un orso girare tre le macchine! Sono quasi le 9 e mezzo di sera quando ci fermiamo in un campeggio in un paesino di montagna. Dopo aver impiantato le tende al buio andiamo a mangiare la pizza in un take away: è troppo tardi per cucinare ora.
3 agosto:	
Il tour sta ormai per finire: la destinazione è ora San Francisco. La mattina avremmo dovuto fare, per strada una degustazione di vini della zona, ma troviamo l'enoteca chiusa e cosi' salta la bevuta. Quando poi vengono a chiedere anche la mancia per il capobranco, improvvisamente ci dimentichiamo di parlare inglese… 'sta cultura americana delle mance non mi va proprio giu': ho pagato piu' di un milione il giro in pullmino di 7 giorni, abbiamo saltato anche la degustazione di vini e adesso? Vogliono anche la mancia?!?! Ma oggi ci scaricano a San Francisco e poi dove andiamo? Micky e Phon, le due ragazze del gruppo continueranno, a parte una pausa domani il tour ad anello per finirlo tra 3 giorni a Los Angeles (con un'altra tappa a Santa Barbara). E noi? Per fortuna, Micky con la sua carta di credito (quando torno in Italia devo farla a tutti i costi! Basta bancomat!) ci prenota un ostello sul molo. Il pomeriggio cosi', arrivati, andiamo a piazzarci nell'ostello (davvero niente male!) e ci ritroviamo la sera per una cena in compagnia con tutto il gruppo al ristorante cinese, quindi dopo un paio di birre in un pub (qui non si puo' fumare nei locali e si trovano davanti ai bar i gruppetti di gente per fumarsi una sigaretta! Non è nemmeno possibile portarsi fuori la birra, perche' bere per strada è reato!) e una per strada (rigorosamente incartata e mimetica) si torna a dormire.
4 agosto: 	
La mattina ci troviamo con Micky e Phong, che oggi sono qui in libera uscita (ripartono domani) a visitare San Francisco in lungo e in largo. Prima andiamo a visitare il mercato al porto, Alcatraz, poi nel pomeriggio ci spostiamo con l'autobus al famoso Golden Gate (il ponte) e ce lo facciamo tutto a piedi avanti e indietro! È veramente lungo! Ed anche impressionanti sono i tiranti d'acciaio che lo compongono! Poi ci spostiamo in centro (verso Market Square) dove ci fermiamo a cenare in un take away, e quindi ci salutiamo con Phon e Micky che sono in ripartenza col tour.
5 agosto:	
Pensavamo di fermarci qualche giorno in piu' a San Francisco, ma il tempo qui è sempre nebbioso, mentre fuori dall'isola splende sempre il sole. E cosi' la mattina corriamo alla stazione delle corriere (la famosa Greyhound) a comprare un biglietto per Los Angeles. Passeremo qualche giorno sulle spiagge di Venice Beach e Malibu'… poi in qualche modo torneremo a San Francisco da dove dobbiamo ripartire col nostro aereo. Da San Francisco a Los Angeles sono circa 600 Km…. 8 ore di autobus. Fortunatamente troviamo per pochi soldi un biglietto per partire la sera stessa verso le 23. Arriveremo cosi' a destinazione verso le 6 di mattina, ma almeno risparmiamo anche la notte in ostello. E cosi' dopo un ulteriore giro per i supermarket, e i vicoli, rigorosamente a scacchiera, di San Francisco e dopo aver rischiato una rissa con un pazzo che ci è corso dietro per prenderci a scarpate (perche'?) ci fermiamo a cena in un centro commerciale e aspettiamo la corriera. Il tempo a San Francisco è sempre perennemente nebbioso!
6-15 agosto:	
Sono le 6 e mezza che scendiamo a Los Angeles, quindi, preso un tram ci fiondiamo verso Venice Beach a cercare un ostello della gioventu'. Alla fine troviamo posto al "Jim's on the beach" per 17$ al giorno. Come ostello non sembra male, a parte il fatto che nelle camerate si è parecchi, e i letti sono nella cucina! Lungo la strada c'è anche un bar, che fa buone brioches e la cui barista è stata in Italia (rimanendo impressionata dalla velocita' delle auto in Italia). In camerata con noi conosciamo subito un tipo di Firenze che è li a studiare all'universita'. Per guadagnarsi da vivere all'ostello va la mattina a dare una mano a un venditore di quadri ambulante a montare e smontare la bancarella sul lungomare. Subito pero' attira la nostra attenzione un texano che appena arrivato ci fa il quarto grado, è parecchio invedente e la notte russa come una bestia! Beh, se il primo pomeriggio lo abbiamo passato in spiaggia, il secondo giorno ci facciamo un giro a piedi in centro col tram (orribile!!!! Il centro di Los Angeles è proprio squallido!). La sera la passiamo invece al Santa Monica Beach, dove oltre al Luna Park, la sera ci sono le bancarelle fino a tardi. Il terzo giorno noleggiamo una bici per mezza giornata e se prima andiamo a farci un giro fino a Malibu' beach (la famosa spiaggia dove girano Baywatch) poi decidiamo di tentare di sfruttare la bici per andare all'ufficio della United (la nostra compagnia aerea) per provare a farci spostare il volo di ritorno da San Francisco (come avevamo prenotato inizialmente) a Los Angeles. Pedala, pedala, e ci troviamo su una strada a 12 corsie in bicicletta, con le macchine che vanno come le bestie! Ma cartelli di divieto non se n'erano visti… ma neanche bici… D'altronde dovevamo arrivare a Beverly Hills in bici e altre strade non se ne potevano fare! L'ufficio della compagnia aerea era presso l'hotel Beverly Hilton (il piu' chic della zona). Beh, proprio una bella scena vedere che arriviamo in bici in tenuta da spiaggia e mentre il Tama rimane fuori a tenerle d'occhio, io in tenuta da spiaggia entro nell'hotel (riuscendo a farci spostere il biglietto aereo) e alla mia uscita, arriva il matrimonio di due star del cinema: gli sposi scendono dalla limousine (seguiti da vips e fotografi), e si fermano nell'atrio del Beverly Hilton a fare le foto, proprio nel mentre che io esco tra i due sposi in pantaloncini e canotta dal corridoio che porta agli uffici sul retro. Il giorno dopo probabilmente saro' finito in prima pagina di qualche quotidiano scandalistico della zona! Il pomeriggio dopo, camminando per Venice Beach, chi incontriamo? Phon e Micky! Loro avevano appena finito il tour ed erano venute in spiaggia ed a visitare la citta' per i fatti loro. Ci siamo dati quindi appuntamento con loro la mattina successiva per andare a visitare gli Universal Studios. Ci siamo trovati con Micky verso le 9 a Santa Monica. Phon ha dato buca perche' aveva trovato una sua amica ed era ripartita la mattina stessa. Micky invece, era qui a L.A. ancora un paio di giorni: poi sarebbe partita per le Hawaii (Honolulu): stava facendo il giro del mondo in aereo, poi avrebbe continuato per le Fiji e avanti verso l'Asia! Per tornare infine a casa sua a Bournemouth nel sud dell'Inghilterra (ci sono stato l'anno scorso durante il mio corso di Inglese a Swanage!!!!). Il biglietto per gli studios è un salasso da 35$, vabbe' si fa' una volta sola. Dentro ci sono i vari set dei film e un mucchio di giochi: sembra quasi Gardaland! La giornata vola e tra un giro sui vari set dell'horror, quello di Jurassic Park e il cinema 3D arriva ben presto l'ora di chiusura e de zena. Una buona pizza al banco e la sera si dorme senza far tanta baldoria. La Micky il giorno dopo partiva e non l'abbiamo piu' sentita, siamo comunque rimasti in spiaggia e la sera a Santa Monica siamo stati col toscano e un altro italiano da Hoover a mangiare fritto misto (bleah) poi qualche birra al bar (dove per entrare chiedono il passaporto!) e infine un'ultima birra nell'appartamento degli universitari. Il giorno dopo il pomeriggio ci siamo trovati con loro in spiaggia per una partita a calcio (sport qui sconosciuto). Siamo partiti in sei poi, tra europei e messicani che chiedevano di giocare siamo piu' che raddoppiati. Addirittura nella squadra avversaria c'era uno che giocava in Francia ne Paris St Germain, e nella nostra squadra è entrato anche Robbie Williams (il cantante! Tanto qui in America non lo conosce nessuno quindi gira mimetizzato: ha giocato un quarto d'ora finche' una tipa europea non lo ha riconosciuto e chiamato per nome…. ha dovuto scappare…). La sera, dopo cena solito giro a piedi a Santa Monica: andare a piedi sul lungomare da Venice Beach a Santa Monica di notte è altamente sconsigliato per le malavita, ma a noi è andata sempre bene: in fin dei conti San Francisco, anche se piu' bella come citta', mi è sembrata piu' pericolosa. E cosi' anche il giorno dopo in spaiggia a vedere i soliti cessi di ragazze americane: quelle che si vedono dei film mi sa tanto che le noleggiano…. e comunque sono pochissime, visto che qui sono tutte obese e per di piu' brutte…. I bar la sera qui, chiudono alle undici, dopodiche' la citta' diventa deserta: la gente usa andare a festini privati. E cosi' dopo un ultimo giorno in quel di Venice Beach e Santa Monica (la sera) e' giunto il momento di tornare: avendo il volo che partiva alle 8 di mattina da Los Angeles, abbiamo prenotato il taxi all'ostello per le 3 e mezza! Ovviamente avevamo gia' pagato la sera prima! Il viaggio di ritorno e' abbastanza assurdo, visto che appena saliti sull'aereo ti servono subito il pranzo (visto che si viaggia su Washington con 3 ore di fuso orario in piu'). E risaliti sull'intercontinentale ci hanno servito velocemente la merenda, poi la cena, e sorvolando l'Europa anche la colazione! In pratica nel viaggio di ritorno, facendoti recuperare 9 fusi orari ti ingozzano come un vitello! E cosi' preso il treno da Malpensa siamo arrivati a casa giusti giusti per l'ora...di pranzo!