Anche quest'anno vacanze all'insegna del trek... dovevamo essere in 5, poi 4 poi... partito da casa ho saputo che eravamo solo io e Luca, il mio socio di Milano, con cui già lo scorso anno avevo fatto il GR20 in Corsica. Avevamo deciso il sentiero Roma in vece dell'alta via 4 delle Dolomiti, perchè decisi ad intervallare i trek con ascese alpinistiche (mi da secont!). Come se non bastasse, oltre al solito zaino per il trek, si è quindi aggiunto il materiale alpinistico, ed il cibo per tutta la settimana, dato che eravamo decisi ad evitare di mangiare nei rifugi spennaturisti... Sono così partito lunedi mattina e in quattro ore (camperisti bastardi ke basta ci sia un passo davanti vi mettete a camminare a 20 Km/h!) via Tonale/Aprica siamo arrivati a Bagni di Masino, da dove abbiamo iniziato il trek. Prima tappa: Bagni di Masino-Rifugio Omio. Che dire quasi mille metri di salita, caricati come le bestie, ma che ci siamo mangiati in meno di 2 ore.... e così appena arrivati al rifugio, dopo una buona birra media, ci siamo messi al fornelletto a prepararci la cena e poi a studiare la relazione per la salita alpinistica allo spigolo nord della Sfinge che avremmo provato il giorno dopo. Il martedì, sveglia alle 7, colazione e alle 9 partivamo già (lasciando i zainoni al rifugio) per il passo del Lingoncio da dove avremmo attaccato la via. Lo spigolo nord della Sfinge, detto anche spigolo Fiorelli è un'ascesa di IV+, fattibile in 5 lunghezze di corda (200metri) su placca appoggiata e ben proteggibile. L'unica incognita era il tempo.... dato in peggioramento per l'arrivo di una perturbazione, già dal primo pomeriggio. Vabbè: chi se ne frega del tempo? Ero proprio preso per questa mia seconda alpinistica (la mia prima è stato la Timillero Secco nelle Pale di SMartino col corso di alpinismo). La salita non ha presentato grandi problemi.... io tanto, ben mi guardavo a rimanere secondo di cordata (a parte un tratto di 5/6 metri fatto per raggiungere un anello da usare come sosta): verso le 2 del pomeriggio eravamo in cima e...nonostante il nebbione che ci avvolgeva già da un paio d'ore abbiamo cominciato la discesa in doppia, la quale, tra corde che si impigliavano e anelli di calata "nascosti" ci ha dato non pochi problemi.... c'è poi da aggungere il fatto che io le doppie non le faccio tutti i giorni e Luca si scocciava non poco se perdevo più di 10 secondi per riattaccarmi alla doppia.... In ogni caso una salita veramente apprezzata e alle 5 eravamo "già" nei pressi del rifugio.... La perturbazione è arrivata durante la notte e... s'è sentita! E' venuto giù il finimondo, e la mattina successiva, tra la nebbia eravamo già in partenza per la seconda tappa del Sentiero Roma: destinazione il Rifugio Giannetti via Passo del Barbacan.... can.... che cagna! Eh sì! E' stato proprio una cagna da passare il passo con tutte le roccette bagnate e le catene che non si sa bene se volevano imitare una mal riuscita ferrata dolomitica o che altro.... Vabbè, arrivati al Rifugio Giannetti nel primo pomeriggio, abbiamo subito cominciato ad informarci sullo spigolo Vinci del Cengalo, un'alpinistica di VI che avremmo tentato l'indomani. Ho trovato una relazione CAI che la dava 6a!...e senza ritorno! Una volta attaccata la via non c'è possibilità di rientro in doppia! Diaolo pò! Considerando anca che ghevo drio le zopèle da alpinismo e no le katana me som cagà soto... Alle 6 siamo comunque andati a cercare l'attacco della via e ci abbiamo messo 2 ore a trovarlo (speravo quasi di non trovarlo....) Tornati al rifugio, proprio nel momento in cui dicevo a Luca che non me la sentivo di salirlo e, proprio non avesse voluto sentire ragioni me ne sarei tornato a casa.... è apparso Nicco! Grande Nicco!!! Un socio di Luca, arrampicatore, che era salito proprio per lo Spigolo Vinci... e così l'indomani sarebbero andati loro due a fare lo spigolo, mentre io proseguivo il sentiero, aspettandoli al ritorno al bivacco Molteni. La sera, ero proprio contento di essermi scaricato di sto peso e siamo stati in sala da pranzo del rifugio a brindare col rosso della casa fino alle 10 e 30: tanto, cenando sempre con le nostre provviste, non era certo un mezzo di rosso che ci svuotata il portafogli... L'indomani, mentre Luca e Nicco (lui addirittura non ha dormito in rifugio, ma in tenda dietro il rifugio) sono partiti alle 6, io mi sono svegliato alle 8, fatto colazone e via per il passo del Camerozzo... Il tempo, previsto ancora in peggioramento... Il passo del Camerozzo è la parte più difficile del sentiero e sebbene il rifugista avesse preventivato 1 ora e mezza per raggiungere il bivacco, sarà anche stato a causa della fila sulle catene di sicurezza, fatta dalle donne impanicate per l'esposizione, di ore ce ne ho messe 3! Arrivato al rifugio, ho pranzato, quindi sono stato avvolto da un nebbione che non si vedeva niente, e così ho poltrito il resto della giornata... solo verso le 9 e 30 ho iniziato a preoccuparmi... degli altri non c'era ancora traccia e la nebbia non permetteva comunque di vedere il bivacco: ho così chiamato il Rifugio Giannetti per vedere se i due erano tornati lì, ma niente....alla fine sono arrivati stremati alle dieci e mezza di sera, giusto 5 minuti prima che iniziasse il diluvio della perturbazione che si stava caricando dalla mattinata... non erano riusciti a salire praticamente niente... 8 tiri d'avvicinamento e per grazia ricevuta 1 tiro di fuga.... ma erano sconvolti al punto che sembrava volessero abbandonare il giro. L'indomani, il tempo già migliorava e dopo colazione abbiamo poltrito fino a mezzogiorno e abbiamo deciso di proseguire, inizialmente fino al rifugio Allievi, poi, dato il buon passo fino al bivacco Manzi, dove siamo arrivati verso le 7 la sera. Il bivacco era già occupato da una coppia in atteggiamenti... intimi, ma senza tanti complimenti ci siamo fatti spazio. La tortura dei bivacchi erano sicuramente le pecore: troppe e troppo pressanti: ti leccano lo zaino, .... e anche le gambe: penso che sentano il salato del sudore: d'altronde dopo 5 giorni che non ci si lava, sicuramente non si profumerà di acqua di rose.... La mattina successiva, sabato, già al bivacco Manzi (2500m.) nevicava.... siamo comunque partiti per il passo del Cameraccio (3000m.) che abbiamo attraversato sotto una nevicata natalizia e proprio prima del nuovo bivacco in costruzione (Kima) abbiamo abbandonato il sentiero Roma per la val di Mello. Cammina, cammina, siamo arrivati alla testata della valle (1600m.) e lì abbiamo trovato delle pozzanghere fatte dal torrente che scendeva in valle: che manna! Ne abbiamo approfittato per una salutare bagno dopo una settimana che... avevo quasi scordato di come ci si lavano le mani! Scendendo per la val di Mello ci siamo fermati in un agriturismo a prendere il formaggio per la cena, quindi, dopo aver recuperato l'auto da Bagni di Masino, siamo andati a S.Martino a piantare la tenda al campeggio. La serata l'abbiamo passata a S.Martino dove c'era la festa del paese.... molto montanara... vabbè ... niente di che... E domenica? Ma è ovvio! Alpinismo in Val di Mello! E così dopo una veloce colazione siamo saliti in valle per andare a fare una via di V+ di 100 metri: tunnel diagonale. Bella via in parte su placca! ... e bellissimo il paesaggio sulle moie del torrente di fondovalle! Io rigorosamente da secondo... visto che l'abbiamo finita abbastanza rapidamente, ci siamo lanciati anche su un'altra via: cunicolo acuto.... Diaolo pò che acuto! C'era il passaggio in questo cunicolo che in un punto impediva addirittra di girare il casco (da stretto che era). Io ho dovuto attaccarmi lo zaino all'imbrago, lasciandolo a penzoloni sotto le gambe: se lo avessi tenuto addosso non ci sarei passato. Anche questa via era di V+ e a dire il vero ho tribolato a farla anche da secondo.... vabbè... un pò alla volta, se ariva dapertut. Finito la via ci siamo fermati al famoso bidè della contessa (moia) per bagno/sole e quindi smontata la tenda abbiamo salutato Nicco e io e Luca siamo ripartiti per Milano (i camperisti non mi trovano più a stargli dietro sui passi!), quindi io verso casa dopo circa 3 ore e mezzo di macchina.